Procediamo per gradi, cos’è un Ufficio Stampa e a cosa serve?

Si può sintetizzare così: un sistema che progetta l’informazione realizzando un momento essenziale di raccordo ed equilibrio fra ente/azienda, media e pubblico. Il suo fine ultimo è costruire un meccanismo in base al quale il circuito virtuoso dell’informazione si muove dai vari settori dell’ente/azienda, si trasforma in notizia che raggiunge i media per parlare alla gente.

Ogni mezzo ha un proprio linguaggio, forme espressive, grafiche e linguistiche specifiche e finalizzate. Il Comunicato Stampa è uno degli strumenti più immediati di trasmissione di informazioni ai mezzi di informazione: codificato, rapido, circostanziato, preciso e affidabile.

Tutto chiaro e lineare fino ad ora. Le cose si fanno un po’ più complesse con il Web 2.0; la dimensione social, dall’esserci” al “condividere”, alla base del web 2.0, allarga la dimensione sociale alla base della conoscenza, ovvero quella voglia/necessità di creare, condividere e connettere conoscenze e informazioni qui aumenta esponenzialmente. L’informazione è fatta per essere ricercata, ripresa, aggregata, remixata in modo da diventare indipendente dalla persona che la produce o dal sito in cui viene creata, in modo spesso imprevedibile o imprevisto. Ecco che capiamo ancora di più l’importanza strategica dell’ufficio stampa, oggi più che mai permette di regolare il flusso, il valore e la visibilità dell’informazione. I mezzi di comunicazione tradizionali però, allo stesso tempo, hanno dovuto adattarsi ai nuovi scenari imposti da Google e dai social network e l’ufficio stampa non è rimasto escluso da questo processo. Gli addetti hanno infatti aggiornato i servizi aggiungendo strumenti compatibili con il cambiamento del mercato: alle regole del giornalismo si aggiungono le regole della scrittura sul web (SEO).

 Sapete qual è il miglior posto per nascondere un cadavere? Pagina 2 di Google Search.

Questa battuta racchiude il problema/sfida del surplus informativo della nostra epoca. C’è poco tempo, soprattutto per leggere, e le informazioni sono tante e sempre più veloci, i titoli sono ormai diventati slogan, così come le idee. Vince quello più forte, quello in grado di evocare alle nostre orecchie e al nostro istinto qualcosa che già crediamo di sapere, senza portare ulteriore materiale alla discussione, viene data la precedenza a quello che fa entrare in risonanza i nostri desideri di conferma, in una sorta di braccio di ferro mediatico. E’ chiaro inoltre che “abbiamo più voglia di condividere che di leggere”, l’informazione che passa attraverso i social media difficilmente viene letta attentamente prima di essere condivisa. Le persone così facendo si formano un’opinione basata su ciò che già conoscono e per di più la estrapolano da un riassunto minimalista di qualcosa che si legge di fretta, in modo approssimativo, senza fare alcuno sforzo di approfondimento. Stiamo assistendo a una rivoluzione culturale, come spesso accade nei corsi e ricorsi storici, siamo in un’epoca in cui i figli  non  parlano  più  la  lingua  dei  padri. Non si tratta solo del contenuto ma anche della forma.

 Il vantaggio di un’agenzia di comunicazione può essere dunque rappresentato dalla capacità di saper leggere e interpretare questa trasformazione e farla contemporaneamente dialogare con i partner e il mondo delle aziende, cruciale in quest’ottica è il ruolo dell’ufficio stampa. La visione totale viene dall’esperienza, pensare di portare avanti un progetto di comunicazione senza un piano editoriale di largo respiro e un ufficio stampa serio e deciso è un po’ come comprare un pocket coffee decaffeinato, si può discutere sul gusto si, ma è chiara a tutti la sua “efficacia”.

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